La cosa bella di fare un trasloco a Parigi, é che non ti devi vergognare della monnezza che produci e che mostri al mondo, "scendendo" le masserizie in strada in orario in cui le persone per bene non lo farebbero.
E' vero che appena dopo essere arrivata a Parigi, in uno dei primi giri di ricognizione del quartiere, ho incrociato un mezzo matto che per strada mi ha chiesta in moglie. Cosi'.
Superate e anzi "bien maitrisées" tutte le difficoltà di vita parigina (eh si, adesso chiamo Stefano Accorsi e glielo dico che sono sulla buona strada, a soli -6 anni Stefaniani!), é tempo di traslocare. E già.
diceva qualcuno (Nunzio Filogamo)(ma sia chiaro, ragazzi, che al tempo in cui Nunzio diceva 'ste cose' io ero ancora nel mondo dei Cherubini. Va bene avere 'na certa età, pero' adesso non esageriamo eh!).
Due giorni fa ero felice come una Pasqua.
A Parigi c'erano quasi 20 gradi di pomeriggio e un bel sole tiepido quasi da farsi risalire i livelli di Vitamina D (ho detto quasi).
Avevo finalmente potuto mettere via il piumino e sostituirlo con una bel cappottino in lana.