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Io: prima, durante e dopo l'Ikea |
No. Niente da dire sull'
Ikea. Quel che c'é a Milano c'é a Parigi. Paro paro.
Beh
i prezzi qui sono più alti. Ma questo sarà il tema di un altro post. Ora volevo raccontare altro.
Dicevo, la differenza tra "oggi andiamo all'Ikea??" a Milano e "oggi andiamo all'Ikea??" a Parigi, é il tempo che ci metti.
4 ore e mezza di differenza.
A Milano mi bastava un venerdi' dopo l'ufficio:
- 17.30 abbandono della scrivania;
- 17.47 arrivo al parcheggio Ikea;
- 17.51 appropriazione del sacchetto giallo;
- 18.45 uscita dalla cassa veloce e dribbling tra il salmone e le polpette surgelate;
- 19.30 arrivo a casa e accensione della prima candela Tindra alla vaniglia.
Facile. Rapido. Efficace.
Oggi sono andata all'Ikea con la mia amica Simona.
Appuntamento alle 10 (del mattino)(le scioperate) sotto casa sua, sulla direzione dell'autostrada A6 dirette a Thiais.
"Andiamo a Thiais! E' l'Ikea più vicina. E' piccola e meno fornita, ma ci si arriva in un attimo!".
Siamo rientrate a casa alle 16.30.
Ho detto: le 16,30. Un attimo.
E vi giuro che non abbiamo comprato decine di composizioni di armadi Pax. No.
Due sacchettini di cagate.
Riflettendoci bene, i motivi che ti fanno impiegare 6 ore e mezzo qui per fare le stesse cose che ti prendevano 2 ore a Milano, sono diversi:
1) uscire da Parigi in auto, ad ogni ora del giorno, é una sfida divina. Code, code, code. E embouteillages. Ma è nulla in confronto al RIENTRARE a Parigi in auto. Quasi quasi ti vien voglia di pernottare ad un qualunque Etap Hotel lungo l'autostrada, e di ripartire all'alba. Ti dici che se all'epoca Parigi valeva ben una messa, adesso vale almeno un elicottero.
Ma noi siamo state brave: zigzagando alla francese tra le varie corsie dell'autostrada, abbiamo ridotto il viaggio a 1 ora e mezza a tratta. E' l'Ikea
più vicina!