giovedì 28 ottobre 2010

Ontologia della basura

Monnezza ore 16.15
Eh no. Qui la grève non c'entra. E non siamo neppure a Napoli. E Acerra é lontana 1614 km.
A Parigi devi pensare che la pattumiera (a bordo strada, sulla strada, a bordo marciapiede, sul marciapiede, a bordo entrata di casa tua, a casa tua) ha una ontologia tutta differente da quella che gli attribuiamo noi Italiani. Vi racconto.
Da noi pattumiera = basura = monnezza = rumenta = rusco = buzzico = in definitiva, uguale al male. Il Male.
Noi Italiani ci vergognamo. La pattumiera é una sofferenza. Una punizione divina.
A Milano dobbiamo tenere 5 porta-pattumiere diverse, a casa:


  • A Milano la carta va nel bianco (purché Luigi non l'abbia unta con la pizza)
  • Il vetro va nella campana verde (ma per carità togliete i tappi e ho detto vetro, non i lampadari di cristallo della nonna)
  • La plastica e il metallo vanno nel giallo (ma il bollitore lo regali a tua cugina, non lo butti qua per favore)
  • Le pile le porti alle reciclerie, a patto che tu sappia che esistono.
  • I farmaci scaduti li accompagni in farmacia, dove troverai appositi cassonetti. Ma ricordati di toglierli dalle confezioni di cartone (che vanno invece a casa, nel giallo). 
  • Ogni oggetto ingombrante deve essere portato via da appositi veicoli chiamati su prenotazione, ad ore prestabilite.
  • I termometri a mercurio verranno presi a domicilio da appositi addetti (ché tanto tu sei stato l'ultimo della tua generazione a cui misuravano la febbre nelle chiappe).
Alla sera, la casalinga media é affranta di stanchezza per il lavoro madornale di differenziazione monnezza. E dice al marito di occuparsi lui di portarla giù.
Il marito milanese accetta di portare giù la pattumiera negli scintillanti cassonetti condominiali, profumati al limone di Sicilia. Ma non lo fa mai in orari normali. No. Lui piuttosto guarda tutta la puntata notturna di Nonsolomoda (di cui guarda solo le figure) e si sciroppa l'intera programmazione in terza e quarta serata di Raitre (Palco e Retropalco, per dire).
E poi finalmente, dopo l'1 di notte (la moglie addormentata da ore, i bimbi che russano serafici, la vicina in catalessi da tisana, il portinaio abbioccato con un uischino sul coomodino) puo' scendere in cortile con la vergogna. Il sacchettino di pattumiera (shhh, non parlate forte che poi sa mai che si sveglia quella del terzo piano). Ma piccolo eh. Del pomeriggio e della sera. Non puzza nemmeno. Non gocciola. Ci saran dentro si e no 4 buste dell'insalata (é giallo). Gli sta appesa al ditino indice, non pesa. Butta tutto velocemente e rientra in ascensore fischiettando, anche stasera é andata. Ma era una pattumiera facile, tutto sommato dai.

A Parigi invece.
A Parigi si fa la raccolta differenziata. Eccomeno. Siamo in un paese avanzato, all'avanguardia, attento alla cultura e alle tecnologie, allo stato del pianeta e ad una vita ecocompatibile (ma non uomocompatibile, temo). In una città in cui tutto é complicatissimo, il rifiuto é facile.
A Parigi si devono avere 2 porta-pattumiera in cucina. Uno per ogni categoria di rifiuto. I cassonetti della Mairie sono gialli e verdi. Il Sindaco gradirebbe che anche i porta-pattumiera a casa fossero in nuance gialla e verde, sapete ci tiene alla fama di Parigi capitale della moda. Poi vabbeh fate un po' come vi pare, ma lo sapete che il Sindaco é sensibile:
  1. uno verde per l'umido e per tutti i rifiuti non reciclabili ("lo reciclano il mio bollitore usato? Non é umido!" Stai buono e leggi il punto 2). Sempre il verde per tutto quello che comunque non sapete dove buttare.
  2. uno giallo per i giornali, la carta e i cartoni, le bottiglie di plastica, le lattine, i tetrapack, alluminio e tappi in metallo. Poi anche i piccoli elettrodomestici (quindi il tuo bollitore lo butti qui!)
Fine della storia, far pattumiera a Parigi é facile vero?
No.
Cioé é facile farla, ma poi ti si ripropone.
A Parigi non si raccoglie in notturna. A Parigi si raccoglie ad ogni ora del giorno e della notte. Mediamente, a partire dalle 3 del pomeriggio Parigi intera si trasforma nel Gioco Senza Frontiere del cassonetto. C'é l'esposizione. Ce n'é a centinaia. Sui marciapiedi. Anche quelli stretti. Ce n'é di pieni e di vuoti. Di malaodoranti e di traboccanti. Di invadenti e di bloccanti. Il fil rouge non si gioca mai, in compenso si gioca il salto alla buccia di cavolo cappuccino. Il lancio alla cozza. Il tiro al barattolo.
Non esiste quartiere che si salvi. L'invasione delle ultraschifezze non risparmia (ah, la democrazia) quartiere bobo da quartieri chic. Lo struscio della poubelle é trans-sociale.

E cosi il parigino-medio non si limita: tu mi metti il cassonetto sotto casa? E io ti scendo i materassi di mia zia Geraldine. E ci aggiungo le reti. E, mi voglio rovinare, ti propongo anche un paio di tazze del water e dei lavandini anni 20.
Il parigino non ha vergogna santoilcielo! Il parigino va fiero della sua sana monnezza. La mostra. La espone. Ci porta i parenti in visita, a vedere le sue ultime déchettes.
Il parigino medio, lascia i suoi sacconi della pattumiera sul pianerottolo. Fino a sera almeno, nel caso in cui tu non avessi ammirato le sue belle ordure già la mattina. Poi le porta giù, no non nel locale condominiale, no. Direttamente in strada e - sbam - le butta con fare maschio nel cassonetto.
Lo sporco a Parigi non é vergogna. E' vita vissuta.

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4 commenti:

  1. In effetti ho notato che Parigi non brilla per cassonetti, ma in generale in francia ho notato che i cittadini fanno quello che vogliono e l'amministrazione provvede..una cosa che mi ha colpito nella Loira era vedere la mattina presto delle motorette con un aspirapolvere integrato, beh aspiravano le cacche di cane dai marciapiedi..fi' ho pensato, evoluti!
    Qui in svizzera sono precisi, se non usi il sacchetto adatto rimane li', se non usi lo spago adatto per legare la carte, rimane li' e se provi a fare il furbo e a usare il sacchetto simil vero, c'è chi fa la spia..

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  2. Cara Pinguino,
    che paese civile la Svizzera!
    Qui di aspiratori di cacche non ne ho visti, ohimé. Dovrebbero aspirarsi anche i padroni, reitarori della cacca-selvaggia.
    E mi sa che si, in Francia c'é una burocrazia orrida per certe cose. Ma tante altre sono lasciate assolutamente alla cappero (le case, la monnezza).
    Grazie per i racconti della Svizzera! Mi piace vedere come funziona in altri paesi

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  3. "Reitarori" magari era un reiteratori

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  4. Cara Ale si tratta della famosa "moto-crotte" ! si io l'ho vista, non credevo ai miei occhi, pero' devi uscire dalla peripherique(infatti eravamo in quel di Issy e ora a differenza del 16mo schikkissimo non devo piu' schivare "crottes" con il passeggino)

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